Presso i Giardini della Grata la Giornata per la Custodia del Creato

Presso i Giardini della Grata la Giornata per la Custodia del Creato
9 Settembre 2026 Nicola Moro

Ostuni: l’accorato appello di Mons. Intini a una “rivoluzione morale”

Si è vissuto oggi pomeriggio ad Ostuni, nella splendida cornice naturale dei Giardini della Grata, l’appuntamento promosso dall’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni in occasione della Giornata Diocesana per la Custodia del Creato 2026, legata all’iniziativa ecumenica del “Tempo del Creato”. L’incontro, immerso nella suggestiva atmosfera degli antichi orti ai piedi della Città Bianca, ha visto la comunità riunirsi attorno al valore sacro dell’acqua, eletta a simbolo centrale di vita, purificazione e rinnovo.

Attraverso la lettura dei testi biblici, le lamentazioni rituali per i peccati commessi contro la natura e un’accorata preghiera dei fedeli, la liturgia ha ripercorso le drammatiche emergenze del nostro tempo: dall’inquinamento idrico al riscaldamento dei mari, fino alle ingiustizie ambientali che colpiscono in primo luogo le popolazioni più vulnerabili.

A coronamento dell’iniziativa, l’Arcivescovo di Brindisi-Ostuni, Mons. Giovanni Intini, ha rivolto un forte e appassionato richiamo alle coscienze, evidenziando il legame indissolubile tra crisi ecologica, avidità economica e l’immane tragedia dei conflitti armati.

«Penso che sia arrivato il momento di una rivoluzione morale, oserei dire quella frase che si ripete spesso che tutto è connesso», ha dichiarato Mons. Intini, denunciando l’insensibilità nell’investire in prodotti inquinanti e l’arroganza della guerra che priva i popoli dei loro diritti fondamentali. «Vedere i bambini ucraini, i bambini della Striscia di Gaza, i bambini del Libano, andare alla ricerca tra mille macerie di chissà che cosa e non c’è niente… Se tutto questo non fa scattare in noi una rivoluzione morale, che cosa dobbiamo aspettare?».

Richiamando il racconto della Genesi e la bontà dell’opera divina, il presule ha poi puntato il dito contro le deviazioni dell’uomo contemporaneo: «Quell’uomo uscito molto buono dalle mani di Dio, adesso sta usando male la sua intelligenza, le sue possibilità, si è ubriacato di potere, si è ubriacato di finanza, e per raggiungere i propri obiettivi non esita a distruggere tutto quello che incontra davanti».

 

 

Riprendendo il cammino tracciato dall’enciclica Laudato si’, l’Arcivescovo ha infine esortato ad operare un concreto cambio di rotta che parta dalle scelte quotidiane di ciascuno per poi sollecitare decisioni coraggiose a livello globale. «Cominciamo da noi, cominciamo a convertire i nostri modi di agire, i nostri modi di vivere», ha concluso Mons. Intini. «Noi come Chiese ci impegniamo a non far mancare la nostra testimonianza e auguriamoci che, con la logica del piccolo seme che diventa un grande albero, riusciamo a offrire la nostra testimonianza».

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