«Dall’egoismo di Babele alla responsabilità di Gerusalemme»: il forte appello dell’Arcivescovo Intini

«Dall’egoismo di Babele alla responsabilità di Gerusalemme»: il forte appello dell’Arcivescovo Intini
26 Agosto 2026 Nicola Moro

Celebrato nella chiesa di San Francesco (sede parrocchiale durante i lavori in Cattedrale), il Pontificale del Patrono diventa un richiamo al riscatto civico e al rifiuto del baratto tra ambiente e lavoro.

Prendendo spunto dalla figura del Santo patrono e dei primi evangelizzatori, capaci di unire l’annuncio della fede alla promozione umana dei cittadini, Mons. Intini ha posto alla città una domanda fondamentale: «Abbiamo conservato lo spirito originario dei padri nel far crescere la nostra comunità?».

No al baratto tra sviluppo ed ecologia
Riconoscendo la bellezza paesaggistica e architettonica di Ostuni, risorsa amata da residenti e turisti, il presule ha denunciato le difficoltà amministrative e le logiche di potere egoistiche che rischiano di soffocare il bene comune a favore di pochi. Da qui il duro monito contro la speculazione:

«Non si possono ascoltare le sirene predatorie di chi propone uno scellerato baratto, barattando la creazione di posti di lavoro con la distruzione dell’ambiente, nostra casa comune. Ostuni merita uno sviluppo sostenibile, inclusivo e rispettoso.»

Due città: l’orgoglio di Babele e la cooperazione di Gerusalemme
Richiamando l’enciclica Magnifica Humanitas, l’Arcivescovo ha opposto due visioni: la Torre di Babele, simbolo dell’autosufficienza, del profitto e dell’omologazione che dividono le persone, e la Gerusalemme di Neemia, ricostruita dalle sue rovine grazie all’impegno condiviso di artigiani, famiglie e giovani. «Edificare la città significa trasformare le diversità in risorsa e fare del dialogo il terreno comune della fraternità», ha sottolineato.

“In alto”: l’impegno civico secondo Don Mazzolari
Ribadendo che la Chiesa non fa politica di parte, Mons. Intini ha citato il celebre invito di Don Primo Mazzolari del 1949: «Non a destra, non a sinistra, non al centro, ma in alto», richiamando tutti a uno sforzo di elevazione morale. Ha chiesto spazio reale per la creatività dei giovani, oltre le manovre elettorali, e sollecitato una “cittadinanza attiva e senza delega”, intendendo la politica come la forma più alta di carità a difesa dei più fragili.

L’Apologo di Iotam: no all’apatia dei giusti
A conclusione dell’omelia, l’Arcivescovo ha ricordato l’apologo biblico di Iotam: quando l’ulivo, il fico e la vite rifiutano di governare per non sacrificare i propri frutti, gli alberi finiscono per sottomettersi al rovo, pianta sterile ma aggressiva.
L’appello finale: Le forze sane, oneste e amanti di Ostuni abbandonino i personalismi e si mettano in gioco con il proprio talento. Rifiutare l’impegno per paura del sacrificio significa consegnare la città a chi cerca solo il potere.

Di seguito puoi leggere l’omelia integrale di Mons. Intini

Omelia_Sant_Oronzo_Ostuni

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